Buon Natale

Buon Natale
Tommaso e Giacomo sui maialini, simbolo del nostro quartiere.

martedì 15 agosto 2017

Alt: Tedeschizzazione in corso

Siamo tornati dalle vacanze da due settimane esatte e, solo ora trovo il tempo di scrivervi.
Sì perchè, dopo il controllo e l'accensione di tutto ciò che avevamo spento (se non vi ricordate cliccate qui), dopo aver messo via i quintali di roba che ci eravamo portati dall'Italia: non solo pasta e caffè, ma anche i taralli, le zuppe di legumi secchi, lo smacchiatore al sapone di marsiglia, e persino la candeggina, abbiamo cominciato con la lavatrice (le lavatrici, tante lavatrici) e la spesa (le spese), perchè il frigo gridava vendetta. Ora, dopo una settimana, siamo tornati alla solita routine e io posso dedicarmi al mio blog, che ormai è diventato meglio dello psicologo.
Una cosa ha colpito la mia attenzione durante queste vacanze: tutti quelli che ci hanno conosciuto, anche per poco tempo, ci hanno detto “ Eh si vede che ormai siete tedeschi”

Cosa?? A parte la targa della macchina, da cosa lo vedi che sono diventata tedesca. Non sono diventata alta, bionda con gli occhi azzurri e il Peppe può certamente essere scambiato più facilmente per un greco, o uno spagnolo che per un tedesco.
I piccoli italo-crucchi dopo due giorni erano più scuri della maggior parte degli italiani incontrati...Allora??

Allora spiegatemi!
Siccome un po' mi hanno spiegato, un po' ci ho ragionato ecco la lista di comportamenti che dovrebbero dimostrare la nostra “tedeschizzazione”.

1) Il tono di voce, che si mantiene al di sotto del pericolo di rottura del timpano (comunque sempre troppo alto per un tedesco vero). Sì perchè se non urli per parlare con tuo marito a 30 cm di distanza, allora sei, quantomeno straniero. Se poi non chiami tuo figlio che sta in mezzo al mare dall'ombrellone, che ti sentono pure in Croazia, allora sei proprio tedesco o, in alternativa, olandese.

2) L'ansia per i figli, o meglio, la sua mancanza. “Dove stanno?”, “Che cosa stanno facendo?”, “...E se me li rapiscono... e se finiscono sotto un treno” (il campeggio è noto per il passagio dei treni) “...E se...” Noi no, i nostri figli razzolavano liberamente nel campeggio, peraltro chiuso, ogni tanto sbucavano per vedere se con la scusa non li avevamo abbandonati, o per chiedere un gelato e poi via di nuovo con gli amichetti...anche di sera...e noi eravamo veramente tranquilli, mentre gli altri genitori facevano la caccia al tesoro (dove il tesoro erano i figli, bah, gente strana).

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3) Il pranzo. Quasi tutti a mezzogiorno e mezza abbandonavano la spiaggia per tornare a mangiare. Qualche coraggioso, invece portava il pranzo al mare nella borsa frigo: un trionfo di insalata di riso, qualche cotoletta, frittate e l'intero campionario del pranzo sulla spiaggia con tanto di birre per far scendere tutto. Altri si accontentavano di super panini giganti. Noi il pranzo non lo facevamo perchè andavamo in spiaggia verso le 10,00, dopo una ricchissima colazione e a pranzo si mangiava un po' di frutta, qualche pomodoro e, al massimo qualche tarallo. Da notare che i tedeschi il pranzo lo facevano, invece, ma questa non pare essere un'obiezione rilevante.

4) Il bagno. I nostri figli facevano il bagno quando gli pareva, pure con un biscotto ancora in bocca e potevano starci quanto volevano. Ho ancora sentito moltissime mamme italiane gridare ai figli di uscire dall'acqua perchè avevano appena finito di mangiare... Certi miti sono duri a morire.
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5) La radiografia. Quando sei al mare, che tu abbia 6 mesi o 60 anni trovi sempre qualcuno che ti squadra dall'alto in basso così intensamente che ti viene voglia di chiedergli se ti ha visto la milza, o se ha notato il fegato. Contrariamente a quello che potreste pensare non sono gli uomini, che normalmente se non hai al massimo 25 anni neppure ti degnano di uno sguardo. No, sono donne, che, sicuramente per solidarietà femminile, ti contano tutti i buchi della cellulite, i capelli bianchi, prendono nota dell'anno di produzione del tuo costume da bagno e poi condividono con la vicina di ombrellone, la quale, per dare il suo contributo, fa un stima della tua età, del numero di figli avuti e del tipo di parto, ti stila la dichiarazione dei redditi e, ti dice anche il segno zodiacale. Ecco in Germania non ti guardano nemmeno se giri con i capelli arcobaleno e la camicia da notte. Sì, da questo punto di vista, mi sento un sacco nordica.

6) La coda. Lo so è un luogo comune e per questo un sempreverde. Non vi scrivo, però, delle code in posta, o nei negozi... No, vi scrivo delle code in macchina. Tutti voi sapete come sono le code in macchina in Italia e che cosa capita se due corsie diventano una in autostrada in un momento di traffico intenso. Ora vi riassumo brevemente che cosa accade in Germania: passa una macchina proveniente da una corsia e una proveniente dall'altra. Semplici e precisi come un orologio 'sti tedeschi nessuno strombazza, nessuno cerca di infilarsi, nessuno salta la fila...uno di qua...uno di là e via. Persino se una strada con lo stop si immette in una con diritto di precedenza, in caso di coda si applica questa regola non scritta. Lo so, i tedeschi sono noiosi, vuoi mettere il brivido e l'adrenalina del cercare di infilarsi nelle code italiane?

7) L'autostrada. Appena metti piede fuori dall'Italia ti sale un odio viscerale per le autostrade italiane, che la Vignette ti pare un'idea simpatica. Pare illogico e crudele infatti allo straniero, o presunto tale, non solo che si paghi così tanto ogni tot chilometri, ma che per farlo, bisogna pure fare la coda (vedi punto 6). Da questo punto di vista mi sono decisamente tedeschizzata, tanto che alla vocina registrata che ti augura “arrivederci”, ho mandato le peggio maledizioni conosciute.

8) I disservizi. In compenso i tedeschi e gli stranieri in genere si arrabbiano moltissimo se incontrano un disservizio. Sono anche estremamente puntigliosi, perchè pretendono di sapere quando il disservizio verrà risolto e quali misure alternative sono state prese nel frattempo. Inoltre, si rifiutano di risolvere da soli il problema, si aspettano di essere in qualche modo risarciti, insomma, davvero intrattabili.
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9) Le visite culturali. Gli italiani ci vivono in un posto meraviglioso e non sentono l'esigenza di andare a visitare le città d'arte, mentre i tedeschi e gli stranieri in genere, si immergono nelle bellezze artistiche del “bel paese”. Venire in vacanza in Italia, non è mai solo mare e spiaggia, ma anche arte e cultura. Quest'anno siamo andati a visitare la meravigliosa Ravenna, con i suoi stupefacenti mosaici. Non abbiamo incontrato nemmeno un italiano, soltanto stranieri, soprattutto francesi, belgi, olandesi e qualche tedesco.
Forse è stato un caso, ma moltissimi operatori ci hanno detto che è gli italiani sono davvero pochissimi. Persino per fare il tour in italiano in nel museo di una nota azienda automobilistica abbiamo avuto difficoltà perchè i tour sono organizzati, soprattutto in lingua inglese perchè non hanno pubblico italiano...

Che dire? Certamente questi tre anni e mezzo ci hanno cambiato più di quanto immaginassimo, anche se per certe cose non ci siamo mai allineati alla maggioranza, però ci piace pensarci ancora italiani, magari di un nord più nord del solito.


E voi,che cosa avete adottato della vostra nuova patria?

4 commenti:

  1. Ciao seguo da un pò il tuo blog ed è qualche anno che sto pensando di trasferirmi in germania con la mia famiglia. Se possibile vorrei chiederti l'email per poter parlare in privato di alcune informazioni, poichè ho una bambina che ha ritardi psicomotori.Ti ringrazio in anticipo della disponibilità.

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    1. Caro Vincenzo, sarò ben felice di darti tutte le informazioni in mio possesso e, nel caso, di trovarne di nuove. Mi trovi facilmente su f.b, dove potrai mandarmi anche messaggi privati e potrò darti la mia mail. Scusami se non te la scrivo qui, ma non vorrei renderla pubblica (anche se poi la do a chiunque me la chieda). Nel caso non avessi fb scrivimi con Hangout, o scrivimi qui la tua mail.
      Spero di sentirti presto

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  2. Ciao volevo avvisarti che ti ho aggiunto e contattata su Facebook con il contatto della mia compagna. Grazie per la disponibilità aspetto una tua risposta.

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