Non
poteva capitare in un momento migliore il Tag della mia amica Lara di
intantointedeschia. Proprio l'altro ieri abbiamo compiuto due anni di
krukkenvita e non credo che non ci sia niente di meglio, per fare un
piccolo bilancio, che rispondere alle 10 domande
dell’intervista
che, lanciata in rete da #MammeConLavaligia di Alessandra (Una romanain America), sta facendo il giro del mondo e si rivolge a noi mamme
che abbiamo cambiato vita.
1.Trasferimento:
scelta o necessità?
Entrambe:
mio marito aveva un “posto fisso”, ma da molto tempo avevamo
capito che l'Italia non ci avrebbe permesso di realizzarci né come
persone né come genitori, quindi ci siamo guardati intorno e quando
è arrivata l'occasione giusta non abbiamo potuto lasciarcela
sfuggire.
2.Età
del tuo/tuoi bimbo/bimbi
Tommaso
ha adesso 10 anni (8 all'epoca del trasferimento) e Giacomo 5 (3
allora).
3.
Hai spiegato ai tuoi figli del trasferimento. Se sì, come
A
Tommaso abbiamo spiegato che ci trasferivamo per avere una vita
migliore e più tempo da passare insieme. Abbiamo cercato di
presentargliela come una meravigliosa avventura, perchè era così
che volevamo (e vogliamo continuare a) viverla. Giacomo era ancora
troppo piccolo e non ha capito subito di quanto ci siamo allontanati
dall'Italia, infatti ha passato mesi a chiederci: “Ma anche il
panettiere è in Germania? E il parco giochi? E il dottore?”
4.Pediatra,
nido, aiuti esterni. Come li hai trovati?Hanno risposto alle tue
esigenze?Differenze con l'Italia.
La
nostra principale fonte di informazione è sempre stata internet:
così abbiamo trovato un pediatra che parlasse un pochino di
Italiano, la scuola elementare per Tommaso e l'elenco degli asili per
Giacomo. Sempre tramite internet abbiamo trovato un corso di tedesco
per me. Devo ammettere che i servizi offerti hanno sempre superato le
mie aspettative: attese irrisorie rispetto a quelle italiane,,
farmaci, esami e presidi medici (occhiali compresi) completamente
gratuiti per i bambini e addirittura libri dati gratis in prestito a
tutti gli allievi di ogni ordine e grado scolastico.
5.
I tuoi bimbi ha avuto difficoltà ad ambientarsi? E tu come mamma?
Tommaso
ha cominciato a frequentare la terza elementare il 14 gennaio,
neanche 10 giorni dopo il nostro arrivo, nel bel mezzo dell'anno
scolastico e senza conoscere una parola di Tedesco. Anche se
all'inizio non capiva quasi nulla è sempre stato contento di andare
a scuola. Ha socializzato presto e ha imparato velocemente la lingua,
complice la dirigenza scolastica che ha subito organizzato un corso
di tedesco per stranieri e grazie a tutti i genitori volontari che
hanno sacrificato il loro tempo libero per venire a tenere il corso,
perchè non c'erano abbastanza insegnanti. Giacomo, invece, ha potuto
usufruire direttamente all'asilo di un corso di tedesco, finanziato
dal comune e tenuto da logopediste. Noi genitori abbiamo vissuto,
credo, le difficoltà maggiori: le riunioni di classe, i colloqui con
gli insegnanti, ma anche solo invitare un amico dei nostri figli a
casa era un incubo perchè la lingua è davvero difficilissima. Però
abbiamo trovato una disponibilità e una gentilezza tali, da rendere
sempre possibile una comunicazione tranquilla e proficua (e vi posso
dire che non è poco).
6.In
che lingua ti rivolgi ai tuoi figli.
Assolutamente
in Italiano per due motivi: anzitutto gli insegnerei un tedesco
sbagliato mentre loro ne possono imparare uno corretto a scuola e con
gli amici. Secondo, loro sono italiani e noi non vogliamo che se lo
dimentichino: la nostra cultura è meravigliosa e non vogliamo
privarli di questa ricchezza. Per questo Tommaso continua a leggere
anche libri in italiano e Giacomo il prossimo anno comincerà un
corso di italiano insieme alla scuola elementare, così imparerà a
scrivere contemporaneamente in italiano e in tedesco.
7.
Quante volte all'anno tornate in Italia?Ti è mai capitato che i tuoi
figli non volessero più tornare a casa?
Fino
ad ora siamo tornati in Italia per le vacanze estive, ma non è
scontato, decidiamo anno per anno. Per i nostri figli “casa” è
ormai in Germania, quindi sono sempre contenti di tornare, perchè
sanno che qui li aspettano gli amichetti con cui giocano sempre.
8.
Come gestisci con i bambini la lontananza da nonni, parenti e amici?
Una
nonna è emigrata con noi, così ci siamo tolti il pensiero; gli
altri li vediamo via Skype , o al telefono e qualche volta ci vengono
a trovare. Trasferirsi serve anche a capire quali sono le amicizie
che reggono la distanza e molte sono solo a “Km 0”.
9.Potendo
tornare indietro lo rifaresti?
Assolutamente
si. E' migliorata enormemente la qualità della vita di tutti noi. I
bambini hanno molta più libertà e molti più amici (vedi “LaGermania dei nostri figli”), Giuseppe (mio marito) ha molto più
tempo libero e un lavoro (e uno stipendio) più gratificante. Per
quanto riguarda me, io sono entusiasta persino di imparare a 40 anni
passati una lingua come il tedesco.
10.
Che consiglio vuoi dare ad una mamma che sta per trasferirsi
all'estero?
Stare
a sentire tutti, ma non ascoltare nessuno, perchè nessuno può
essere realmente nei vostri panni.
Ciao! Ho appena trovato il tuo blog e mi piace molto! Pare che nel mio futuro ci sia la Germania (di cui non so nulla): tu in che citta' abiti?
RispondiEliminaCarissima Giupy, mi spiace moltissimo non aver visto subito il tuo commento e mi scuso tanto del ritardo con cui ti rispondo. Grazie molte per i complimenti, noi abitiamo a Bonn. Se vuoi qualche info in più puoi contattarmi direttamente su Fb (lì i commenti riesco a vederli prima) e ci trovi anche il Blog.
EliminaIn bocca al lupo
Grazie mille Tatiana! Io sto per iniziare un postdoc all'universita' di Bochum, che non e' troppo lontana (quando sono andata la' ho infatti volato sull'aereoporto di Colonia-Bonn, ma non ho avuto modo di andare a Bonn). Ti seguiro' su facebook allora!
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