Buon Natale

Buon Natale
Tommaso e Giacomo sui maialini, simbolo del nostro quartiere.

venerdì 19 giugno 2015

“Toglietegli tutto, ma non...” (parte 2°)



3.“La puntualità”.
Il tedesco ha un rispetto sacro per la puntualità.
Sulla propria e su quella altrui fa affidamento in modo assoluto.
Ne consegue che la organizzazione dei propri piani (soprattutto in ambito lavorativo) non tiene mai conto della possibilità che qualcuno possa essere in ritardo.
In effetti succede molto raramente, ma, quando capita, non è mai senza conseguenze. Per fortuna noi siamo abbastanza puntuali (cosa che stupisce sempre i tedeschi, convinti che le parole “italiani” e “puntualità” non possano stare nella stessa frase) e non ci è ancora successo di incorrere nelle ire teutoniche a causa di un ritardo.
Ci è capitato, invece, di essere vittime del ritardo altrui. Normalmente, i tedeschi se hanno più di cinque minuti di ritardo avvisano, ma quella volta no ed è stato più istruttivo che fastidioso. Avevamo appuntamento in un Gymnasium per un colloquio di ammissione (era periodo di preiscrizioni nella scuola secondaria, un delirio).
Eravamo, evidentemente, l'ultimo appuntamento della giornata, verso le 13,00.
Aspettammo una mezz'ora prima del nostro turno (già questo è del tutto inusuale).
Quando entrammo nell'ufficio, dopo appena cinque minuti, il direttore della scuola ci chiese se avremmo potuto prendere un altro appuntamento, perchè, a causa del ritardo di un'altra famiglia, il nostro colloquio veniva ad accavallarsi con una riunione del consiglio di istituto.
Mentre ci spiegava tutto questo, il povero direttore era rosso come un pomodoro, non sapeva come scusarsi e balbettava persino dalla vergogna (cosa che, tra l'altro, non facilitava la comprensione). Quando gli dicemmo che non era un problema, che apprezzavamo che non ci avesse liquidato superficialmente per la fretta e che saremmo stati felici di tornare pur di avere l'attenzione necessaria, non smetteva più di ringraziarci, stupito dal nostro atteggiamento amichevole (evidentemente non molto diffuso).
Si scusò ancora con noi, sia il giorno successivo, sia quando sostenemmo il nuovo colloquio (credo che potrebbe scusarsi dinuovo la prossima volta che lo incontreremo).

Al di là delle esagerazioni la puntualità tedesca mi piace molto, perchè denota interesse e rispetto per il tempo altrui, oltre che per il proprio.
Qui il tempo è una merce preziosa per tutti e nessuno vuole fartelo perdere.
I professionisti non fanno mai aspettare (neanche i dentisti) che, piuttosto, rimandano l'appuntamento.
Se vogliamo trovarci un lato negativo (che ad una come me non può sfuggire), è che spesso non ti viene dedicato tempo sufficiente, soprattutto dal medico, ma dico questo in considerazione della mia ben nota logorrea e del fatto che la nostra comprensione linguistica è più lenta di quella degli autoctoni, quando non bisognosa di ripetizioni e spiegazioni ulteriori.



4.“Il calcio”.
I tedeschi impazziscono per il calcio.
Se pensate che gli italiani siano tifosi, dovevate essere qui nel periodo degli scorsi mondiali.
Non solo balconi e giardini pieni di bandiere, bandierine e oggettistica varia in tema (abbiamo visto anche il nano da giardino "Krukkentifosolo"), ma persino le macchine erano addobbate come alberi di Natale.
Davanti a casa nostra facevano dei lavori stradali e i residenti hanno appeso bandiere tedesche persino intorno al cantiere. Sono arrivati persino chiederci di non  parcheggiare la nostra auto sulla strada, perchè non aveva nessuna bandierina.

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