Buon Natale

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Tommaso e Giacomo sui maialini, simbolo del nostro quartiere.

mercoledì 25 gennaio 2017

Piscina “mon amour”

A me piace sguazzare in mare, la piscina non la trovo divertente e non mi piace, perchè, appunto, io non nuoto, nuoticchio... poi mi fermo...galleggio... penso ai fatti miei (quando i figli non mi assillano)... mi guardo intorno... mi perdo dietro alle più piccole curiosità, in una parola: mi rilasso.

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Solo una volta, esclusi i corsi di nuoto a cui mi hanno costretto i miei genitori, sono andata in piscina.

Avevo circa venticinque anni e, il mio ragazzo di allora (che, se è “di allora”, un motivo ci sarà) mi convinse a seguirlo in piscina.
Arrivai convinta di tutte le cavolate salutiste di cui noi donne ci convinciamo quando ci obblighiamo a fare una cosa che non vogliamo fare (certe volte siamo bravissime da sole a infliggerci le peggiori sofferenze).
Dopo una rapida occhiata alla fauna locale (tutti fighi o convinti di esserlo).

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Tanto per sfuggire all'imbarazzo della mia ciccia (che allora mi imbarazzavo facile), mi immersi in un acqua direttamente arrivata dal polo nord tanto era fredda (e ancora me la ricordo).
Per evitare il congelamento cominciai a nuotare.
Dopo nemmeno due minuti si avvicinò il bagnino che cominciò a seguirmi da bordo piscina, modello stalker.
Non è che mi trovasse particolarmente affascinante, era solo preoccupato che io potessi affogare visto che non mi piace nuotare con la testa sott'acqua.
Ora, avrei anche potuto spiegargli che, anche se mi difettava lo stile, se non ero mai affogata in 25 anni di nuotate chilometriche in Calabria e se ero sopravvissuta alle mareggiate del posto (che poi erano il principale divertimento di noi ragazzi, quando i bagnini non stavano neppure nei film), non sarei affogata in tre metri di acqua calma.
Però, come ho già detto, avevo l'imbarazzo facile e mi vergognai così tanto che uscii senza voltarmi indietro.

Ci sono voluti più di 15 anni, un altro stato e i corsi di nuoto dei miei figli per farmi tentare di nuovo quest'impresa.

Infatti, non mi piace la piscina o, almeno, non mi piaceva fino ad oggi.

Sì, perchè stavolta ho trovato una piscina che è esattamente come me.

Non so se sono tutte così le piscine in Germania (ne dubito anzi), ma questa è perfetta per il mio carattere, per le mie esigenze e persino per il mio fisico abbondante.

Innanzitutto, il personale è gentile e molto accogliente.

Persino i bagnini e gli istruttori di nuoto sono essere umani normali che si sentono esseri umani normali e non le controfigure dei protagonisti di Baywatch. Anche perchè per fare il bagnino o, l'istruttore di nuoto, udite udite, non devi per forza assomigliare a David Hasselhof o a Pamela Anderson.

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Baywatch
Devo dire, del resto, che il concetto di “bella presenza” in Germania è in genere molto diverso rispetto all'Italia e nei negozi di abbigliamento si trovano facilmente, e con mio grande piacere posso aggiungere, commesse non particolarmente avvenenti né giovanissime.
Importanti, qui, sono l'educazione e la gentilezza, che anche io prediligo rispetto a trovare una modella che fa la commessa (che se poi sei così figa vai a farla davvero la modella che guadagni anche di più) e che sembra che tu faccia peccato mortale a farle fare il suo lavoro.

Senza divagare (troppo), l'ambiente è davvero rilassato.

Ci sono gli spogliatoi per uomini, per donne e per le famiglie.
Lo spogliatoio per le famiglie è una grande stanza in cui c'è un solo camerino, che spesso rimane inutilizzato, perchè tutti si cambiano davanti agli altri senza alcun imbarazzo (adulti compresi).

La fauna e varia: ci sono, soprattutto, famiglie con bambini, anche perchè vengono organizzati molti corsi di nuoto, ma anche anziani, adolescenti (per fortuna pochi e che arrivano tardi), single e coppie di età varia.

Come spesso capita in Germania, nessuno ti fa la radiografia quando arrivi e, in generale, ognuno si fa i fatti suoi.

Ci sono tre piscine: una per i bimbi piccoli, una per i bambini e per chi non sa nuotare (profonda al massimo 1,35 m) e una grande per gli adulti e per i corsi, dotata di due trampolini.

L'acqua è CALDA...persino nella piscina più grande.

Lo stile non è considerato dai bagnini (pure attentissimi alla sicurezza) spia di pericolo e ognuno nuota come gli pare senza destare il minimo stupore o, la minima preoccupazione
Per i nuotatori veri ci sono le corsie “veloci” (non segnalate, si va a buon senso), gli “sguazzanti” ne usano altre e tutti sembrano a proprio agio.

L'uso della cuffia non è obbligatorio e si può giocare a palla, nuotare con le pinne, con la tavola o, con quello che vi pare.
La piscina stessa fornisce salvagenti, braccioli, cinture con galleggianti, tubi di gomma piuma, ma anche occhialini e palloni.
Si trova tutto in due grosse casse a disposizione dei visitatori, anche se è buona norma chiedere prima di prendere.
Non vi è alcun controllo sulla restituzione.

Come in tutte le piscine, anche qui c'è un bel regolamento (uguale in tutta la Germania), che vi stampo.

Die 13 goldenen Regeln für ein Schwimmbad. (Cartoon: SWM)

Da notare, in particolare le regole 9, 10 e 12. La regola 9 e 12 fanno obbligo di rispettare le donne, qualunque sia il costume da bagno da loro indossato e vietano qualunque forma di aggressione sessuale, mentre la 10 sottolinea la parità del personale, sia esso composto da uomini o donne.
Queste regole, ci ha raccontato il bagnino, sono recenti e rientrano nel progetto di integrazione degli stranieri, comunque, aggiunge lui (forse per tranquillizzarmi), loro non hanno mai avuto problemi, ma dopo i fatti di Colonia...
Anche questa, in fondo, è sicurezza.

Io ho adorato questa piscina! E voi, in una piscina così, non ci andreste di corsa??


6 commenti:

  1. Mi piacciono queste regole. Non e'facile ma e' importante che ci capiamo a vicenda.

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  2. Verissimo.E' qualcosa che forse noi diamo per scontato,anche se, visti gli ultimi episodi di cronaca italiana, non ne sarei così sicura, però da straniera mi rendo conto che, davvero, è meglio non dare nulla per scontato, anche in paesi simili. Credo che, purtroppo, i cartelli non bastino a cambiare una mentalità e una cultura radicate nei secoli, ma è. pur sempre, un inizio. Come sono le piscine lì da te??

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  3. Le piscine sono molto semplici ma ben tenute. Gli americani anche non si preoccupano di come vestirsi. Sono molto riservati e non e' strano vedere donne in piscina con i pantaloncini e la maglietta. Il topless e' vietato, anche nelle spiagge californiane. ( Credo che invece sia piu' normale in Florida)
    L'acqua e' sempre riscaldata e c'e' sempre una piscina per i piu' piccoli. Spesso ci sono anche scivoli e giochi vari. Pero' sono fissati con la sicurezza. Ogni ora tutti devono uscire perche' controllano che ci siano i giusti livelli alcalini. I bimbi al di sotto dei 3 anni devono indossare il pannolone per l'acqua

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  4. Ma dai! Non me li vedo i californiani (e le californiane) timidi, almeno non è l'immagine che ti trasmettono i film. Credo che il cinema ne crei davvero parecchi di falsi luoghi comuni. Il clima però sarà certamente migliore che qui.. Grazie per le interessanti notizie e goditi il caldo anche per noi.

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  5. Purtroppo dopo 15 anni passati in California mi sono trasferita nello Utah l'anno scorso ( dopo un doloroso divorzio). Qui siamo in montagna e fa freddissimo. Ma mia sorella e' qui, ed e' sempre bello avere la famiglia vicino. Ma la California rimarra' sempre nel mio cuore

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  6. Mi spiace davvero moltissimo, deve essere dura ricominciare, soprattutto lontano dalla famiglia. Hai ragione, in certi momenti la famiglia conta più del clima. Ora devi dedicarti agli sport invernali allora al grido "Viva la neve!"

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