Buon Natale

Buon Natale
Tommaso e Giacomo sui maialini, simbolo del nostro quartiere.

martedì 17 maggio 2016

“W la scuola ?”

Mentre in Italia la scuola può considerarsi ormai agli sgoccioli, qui in Germania ci aspettano ancora quasi due mesi di lezioni.
Non esultino però gli studenti italiani perchè le ore di lezione in Italia sono circa 200/400 in più rispetto a quelle in Germania.

Le differenze, però, non si fermano qui e siccome la scuola rimane una delle preoccupazioni maggiori per i genitori expat ed è sicuramente una fonte di grande stress oggi ho deciso di aggiornarvi su questo tema, unendo notizie universalmente note con la mia esperienza personale.

Abbiamo già affrontato il tema del diverso sistema scolastico tedesco (Vedi "Scuola e dintorni"). Ora ho qualche elemento in più per descrivervi l'organizzazione della scuola e dell'insegnamento in Germania. Poichè il discorso è complesso comincerò dalle scuole elementari (la Grundschule), che dura quattro anni.

1)L'aula. Le aule delle scuole elementari in Germania sono ideate in modo differente da quelle italiane. Pensate per ospitare fino a 30 bambini, sono in media molto più ampie delle nostre ed i banchi singoli sono quasi sempre disposti in modo da formare un grande tavolo di lavoro, capace di ospitare circa 4/6 bambini.
Questo è pensato per favorire il lavoro di gruppo e quello che, con un termine un po' tecnico, potremmo chiamare “lo scambio tra pari”. E', infatti, ampiamente dimostrato che i bambini imparano meglio da altri bambini e che vengono stimolati maggiormente dallo scambio diretto delle esperienze con coetanei, piuttosto che dagli adulti.
In Germania questo è talmente importante da far diventare secondaria la necessità di essere in posizione ottimale per guardare la lavagna.
Alle pareti, oltre a cartelloni vari, scaffali che ospitano i raccoglitori e i pochissimi libri degli alunni che raramente si portano a casa.

Ciò che ci ha stupito di più la prima volta che siamo entrati nella classe di Tommaso è stato vedere una parte dell'aula arredata come un salotto, con divanetto, poltroncine, puff e librerie colme di libri.

Ci hanno spiegato che serve affinchè i bimbi possano rilassarsi,ma non solo: qui si trascorrono le importantissime ore di lettura. Già, perchè fa parte degli obiettivi educativi, non solo insegnargli a leggere, ma anche insegnargli l'amore per i libri.
Per invogliare i piccoli lettori, una parte dei libri vengono portati dai bambini stessi (un paio di libri ad alunno), scelti tra i loro preferiti e si lasciano nella biblioteca per un tempo variabile. Così i bambini possono scambiarseli e poi parlarne tra di loro. Un bel circolo virtuoso non vi sembra?

2)Le ore di lezione. Tutte le ore di lezione in Germania durano 45 minuti (sia a scuola, sia nei corsi di lingua, sia private), ma il numero delle ore di lezione varia da classe a classe.
Si comincia con 4/5 ore al giorno (da 20 a 22 ore settimanali circa) in prima elementare.
Alla fine di ogni ora c'è una pausa di 5 minuti e dopo le prime due ore (alle 9,30 circa) la Frühstückpause (la pausa colazione) che dura circa 30 minuti.
Se le ore giornaliere sono più di 4 si inserisce una seconda pausa dopo la 4. ora di 15 minuti.
Le ore aumentano gradualmente nel corso degli anni fino ad arrivare a 29 alla settimana in 4. elementare.
Immagino che qualche genitore (soprattutto le mamme lavoratrici) sbiancherà al pensiero che il proprio figlio esca da scuola tanto presto.

Niente paura!!!

Tutte le scuole tedesche offrono il servizio di “scuola aperta tutto il giorno” (Offene Ganztagsschule -OGS-), comprensivo di mensa e insegnante che controlla i compiti (ma sulla questione compiti torneremo dopo).
L'orario dell'OGS va dalla fine delle lezioni alle 18,00 da Lunedì a Venerdì.
Questo servizio offre assistenza anche quando i giorni di vacanze scolastiche non coincidono con i giorni festivi (ad esempio: qui le vacanze scolastiche di Pasqua durano due settimane mentre quelle lavorative due giorni).
Dulcis in fundo è un servizio pubblico, quindi viene pagato all'ufficio scolastico del comune in base al proprio reddito.
Questo vuol dire che tutti possono accedervi, anche se la priorità viene data a chi ha entrambi in genitori che lavorano.
Ora, forse, è anche più chiaro il motivo per cui in Germania la maggior parte delle donne continua a lavorare dopo aver avuto figli.

Risultati immagini per lezioni scolastiche

3)Le Lezioni. La lezione frontale (quella, per intenderci, in cui il professore parla ininterrottamente, mentre i bambini, nel migliore dei casi, dormono) è quasi del tutto abbandonata.
Le spiegazioni sono brevi ed essenziali, poi ci si esercita in classe, (da soli o in piccoli gruppi) e si fa la correzione tutti insieme.
Qualche volta i bambini si scambiano i compiti e se li valutano a vicenda, diventando professori a loro volta, con tanto di consigli e voto finale (finto, ma si divertono).
Molti sono i progetti su grandi temi che possono concludersi con visite a musei, a teatro o con altre attività.

Il “Referat” (presentazione in classe) è il metodo preferito dagli insegnanti tedeschi per insegnare ai bambini a fare una ricerca e a parlare in pubblico. I temi possono essere i più svariati e coincidono sempre con i loro interessi.
I tedeschi, in sostanza, sembrano fedeli al motto: “imparare facendo”, ma non

4)I Compiti. Tormento di tutti gli allievi italiani (e spesso anche delle loro famiglie) fin dai primi anni di scuola, in Germania quasi non esistono. Vietati nel modo più assoluto durante il fine settimana e durante ogni tipo di vacanze, sono poco utilizzati in generale e non superano mai la mezz'ora quotidiana (in 4.elementare, prima anche meno).
La filosofia di fondo è che i bambini devono avere il tempo per rilassarsi, divertirsi e passare del tempo di qualità in famiglia.
Che sia fare sport, suonare uno strumento o giocare con il Lego i bambini, anche se studenti, devono poter essere bambini.
Questo, ci hanno spiegato, è importantissimo per lo sviluppo tanto quanto la scuola e favorisce anche dei sereni rapporti familiari.
Non vi illudete, però, i ragazzi a scuola lavorano sodo, non scaldano solo il banco.
Non pensate neppure di tenere a casa il pargolo per fare un viaggio fuori programma, o allungare di qualche giorno un week-end.
Per farlo dovrete chiedere preventivamente e per iscritto il permesso e la scuola si riserverà il diritto di rifiutarvelo, qualora le vostre motivazioni non fossero convincenti.
Una mia amica di origine italiana ha dovuto chiedere tre mesi prima e per iscritto un'autorizzazione alla scuola, affinchè suo figlio potesse cominciare l'anno scolatico due giorni dopo l'inizio ufficiale (considerate che la scuola cominciava di Giovedì).

Pregi e difetti della “genitorialità condivisa”

5)Il Comportamento. Affinchè l'atmosfera in classe sia serena e sia possibile lavorare in modo proficuo, ognuno deve fare la sua parte. Questo si traduce con la “tolleranza zero” nei confronti di qualsiasi “insubordinazione”.
Tradotto, i bambini tedeschi possono “scatenare l'inferno” durante le pause, ma durante la lezione non si chiacchiera, non si disturba, non ci si fanno i dispetti ecc.
Si partecipa attivamente alla lezione, ma, possibilmente, si parla solo dopo che l'insegnante accorda il permesso.
A noi italiani questa intransigenza potrebbe sembrare eccessiva (e qualche volta lo è) però è molto apprezzata dagli stessi bambini, che sono i primi a lamentarsi dei disturbatori perchè rendono il loro lavoro molto più faticoso.
Altra cosa importantissima che non mi stanco mai di ripetere: qui non sei figo se fai il furbo e i compagni di classe sono i primi a non apprezzare chi tenta di imbrogliare.

So di aver già scritto un post lunghissimo, ma molto avrei ancora da scrivere, quindi vi aspetto alla prossima puntata.

Se vi va, trovate le nostre avventure anche su fb.

Nel frattempo, Buona Vita a tutti



giovedì 5 maggio 2016

Liebesmaien

"Amor di maggio", potrebbe esserne la libera traduzione ed è una tradizione tedesca dalle origini molto antiche. 

Oggi vi voglio raccontare di di questa usanza che trovo deliziosa e che testimonia che anche i tedeschi sanno essere romantici e passionali. 

Molto prima, infatti, che il primo maggio diventasse il giorno dedicato ai diritti dei lavoratori, in Germania era il giorno in cui gli innamorati dichiaravamo le loro intenzioni.

 un bell'esempio Liebesmaien nel nostro quartiere.

La tradizione racconta che tutti i giovani scapoli potevano manifestare il proprio interesse alle fanciulle amate facendogli trovare davanti all'uscio di casa lunghi rami (perchè le dimensioni contano) o tronchi di betulla decorati con carta crespa colorata. 
Tanto per essere chiari, si applicava al suddetto tronco anche un grande cuore con il nome dell'amata. 
Oggi si trova più spesso il nome dell'autore del gesto romantico: forse per evitare che la donzella confonda gli spasimanti. 

Sempre la tradizione vuole che la fanciulla, qualora il giovane fosse stato di suo gradimento, lo invitasse a cena e gli regalasse una cassa di birra, oppure gli desse un bacio, accompagnato da una cassa di birra da parte del padre della donzella e da una torta da parte della madre.
L'albero stava di solito un mese davanti alla casa dell'amata prima di venir rimosso.

Negli anni bisestili, in nome di una parità dei sessi ante litteram, i ruoli potevano essere invertiti e le ragazze nubili avevano la libertà di far trovare il Liebesmaien davanti alla porta dell'amato.

Di come le donzelle del 2000 ricambino questo romantico gesto non so nulla, ma ancora oggi il primo maggio si vedono lunghissimi tronchi di betulla colorati davanti alle case, o ragazzi trasportare con i mezzi più originali tronchi di oltre tre quattro metri per la strade e fissarli ingegnosamente a balconi,terrazze e lampioni.

Del resto, si sa, l'amore è anche fatica.


Buona Vita a tutti.

lunedì 18 aprile 2016

“Strani casi”


Vi ho spesso parlato dell'amore che nutrono i tedeschi per gli italiani, soprattutto per quanto riguarda la cucina, considerata migliore anche di quella dei nostri cugini spagnoli, (peraltro preferiti sotto altri aspetti) , la cultura, la musica e, naturalmente, la lingua.

I tedeschi adorano la nostra lingua in un modo che noi non possiamo neanche immaginare.

Vi faccio un esempio per rendere l'idea: all'asilo di Giacomo c'è un'educatrice di origine italiana con la quale parlo, naturalmente, la nostra lingua. Un pomeriggio, mentre stavamo chiaccherando in attesa che Giacomo si decidesse a venire a casa (impresa sempre titanica), ho notato che un' altra maestra si era avvicinata e ci stava ascoltando.
Ho smesso di parlare, pensando che dovesse dare una comunicazione alla sua collega.
Niente affatto, si era avvicinata perchè le piaceva ascoltare il suono dell'italiano, anche se non capiva nulla. Ci ha detto che è un suono che “la consola e la calma”.

Anche se a un italiano può sembrare strano, quando si conosce il tedesco si comprende che questo non è un pensiero del tutto illogico.

Le radio tedesche trasmettono moltissime canzoni italiane e moltissimi dei nostri cantanti hanno qui un successo strepitoso, pur non traducendo le loro canzoni. Gettonatissimo Nek, Eros Ramazzotti e Laura Pausini, più di èlite Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori e Fabrizio De Andrè.

A noi è capitato moltissime volte di venire fermati perchè ci sentivano parlare in italiano e sempre per farci i complimenti, ma questa volta un tedesco è andato oltre.

Curiosi?

Qualche settimana fa mentre io e il Peppe usavamo la lingua di Dante per disquisire sull'insalata al reparto frutta e verdura del Lidl, ci si avvicina un arzillo settantenne e, scusandosi per averci interrotto ci chiede se stavamo parlando italiano. Non abbiamo potuto che rispondere di si. A quel punto ci ha sommerso di complimenti sulla nostra pronuncia, molto diversa da quella che talvolta si sente per strada (dovete tener presente che spesso qui, più che italiano si sente parlare dialetto).

A questo punto, dopo averci detto che lui amava moltissimo l'italiano e che aveva anche provato a studiarlo anni fa, ci ha chiesto se eravamo disposti a dargli lezioni private.
Io ho colto l'occasione al volo e gli ho detto che ero un'insegnante di italiano e che mi sarebbe piaciuto molto dargli lezioni in cambio di un po' di conversazione in tedesco.

Detto fatto, ci siamo messi d'accordo e ho cominciato le mie prime Tandemunterricht (si chiamano così le lezioni in cui non vi è scambio di denaro ma di esperienza: nel mio caso italiano per tedesco).

A un mese dall'inizio di questa avventura, devo dire che sono entusiasta. Il mio studente è in pensione, quindi viene lui a casa mia, così non devo perdere tempo negli spostamenti.
Inoltre, avendo LUI moltissimo tempo ed essendo una persona estremamente disponibile, organizziamo le lezioni soprattutto in base ai miei impegni e, ultimo, ma non per ultimo lui è simpaticissimo e una fonte inesauribile di informazioni, anche di cultura generale.
Se pensate che sia il solito vecchietto solo e annoiato, però, siete completamente fuori strada: è più in forma di me (ci vuole poco, direte voi e avete ragione), con la bici può andare ovunque, casa mia compresa, con la sua impossibile salita.
Ha organizzato persino un bel viaggio in Austria e Sud Tirolo in bicicletta per questa estate con sua moglie, ma va anche a vedere musical, mostre ed membro di club di “ arzilli biciclettisti” che organizza gite culturali su due ruote.

Ora, in attesa di vedere i risultati sul mio tedesco, non mi rimane che provare il suo strudel di mele, per assaggiare il quale tutta la famiglia ha ricevuto regolare invito.


Al grido di Viva gli anziani, oggi auguriamo Buona vita a tutti, ma soprattutto a questi "consapevolmente giovani".

giovedì 31 marzo 2016

Piccole conquiste

Il nostro arcobaleno di Pasqua al parco di  Rheinaue
Da quando siamo in Germania molte volte vi ho parlato di come è cambiato il nostro rapporto con i nostri figli.
Del resto, quando i tuoi figli parlano meglio di te la lingua del posto, i rapporti di forza cambiano.
I genitori rischiano di scendere “dal piedistallo dell'eroe” molto prima dell'adolescenza e qualche ribellione prima del tempo può capitare.
Per fortuna non abbiamo avuto episodi rilevanti in questo senso e i nostri figli hanno capito che mamma e papà possono essere eroi anche se non sanno tutto (soprattutto di tedesco)...

eroi parziali insomma, ma ugualmente degni di fiducia.

Però, ci sono anche cose che non cambiano, o, meglio che cambiano, indipendentemente dalla latitudine e dalla lingua parlata, perchè i cuccioli, anche in Germania crescono.

La settimana di Pasqua ci ha portato in regalo una tappa importante della crescita dei nostri bambini.

Tommaso è entrato ufficialmente nella preadolescenza, volendo fare shopping per se stesso.
Proprio lui, che fino a qualche mese fa avrebbe potuto andare a scuola in pigiama, tutto a un tratto ha scoperto di avere un gusto personale per quanto riguarda l'abbigliamento ( e , se devo dire la mia, ha anche buon gusto, malgrado l'ambiente tedesco non favorisca assolutamente questo aspetto della personalità).
Così, durante un casuale giro in un negozio, è andato ad esplorare il reparto giovani di un noto marchio di abbigliamento ed è tornato con una bella camicia e due maglie (di cui solo una orribile che ha subito scartato) e ci ha chiesto di poterle provare.
Detto fatto.
Ha pure azzeccato subito la taglia e quando ci ha chiesto se poteva comprarle, aveva uno sguardo così “da ometto” che non abbiamo potuto dirgli di no, anche se di maglie ne ha moltissime.
Ho pagato commossa...

Ma saremo sceme noi mamme!!

L'altra conquista appartiene al piccolo Giacomo che, proprio il giorno di Pasqua, ha imparato ad andare in bici senza le rotelle.

Mamma apprensiva segue piccolo ciclista in erba

Era un po' che ci provavamo e Domenica ha deciso che era il momento.

Ci ha fatto un bellissimo regalo.

Riuscire ad insegnargli per noi è un po' come togliergli il pannolino: non esiste un metodo, o almeno, noi non ce l'abbiamo.
Improvvisiamo ogni volta e a ogni loro caduta io mi chiedo se sto sbagliando.

Il pensiero che è l'ultimo figlio a cui dobbiamo insegnare a me da un enorme sollievo.

Tommaso, però, ha detto di non dimenticarmi: vuole che insegni io a suoi figli perchè, dice, “sei davvero brava mamma a insegnare!”.
Complimento meraviglioso e senza conseguenze perchè, si sa, è un esperienza che “devono” fare i genitori.

Infine una piccola conquista anche per noi grandi.

Il tempo inclemente ci ha costretto a ripiegare sul cinema.


Quindi siamo andati a vedere il nostro primo film in tedesco (naturalmente un cartone animato) con i bimbi e....abbiamo capito quasi tutto...
Dopo due anni di studio della lingua tedesca possiamo essere contenti.


Sperando che anche il vostro uovo di Pasqua sia stato pieno di soddisfazioni vi auguriamo Buona primavera e Buona vita 

mercoledì 23 marzo 2016

Nonna e “Nini” in Krukkenlandia



Dopo 10 giorni di terribile krukkeninfluenza, eccomi di nuovo in piedi. Beh , forse proprio in piedi è ancora un po' esagerato, diciamo fuori dal letto e in grado di stare seduta.
Mi sento ancora come quelle bamboline che si mettono sul cruscotto (non quelle hawaiane fighe), quelle con la testa grandissima che ciondola di qua e di là, ma è un miglioramento.

In questi dieci giorni di super influenza la super nonna Mattea, insieme al Peppe, si è occupata di me e dei piccoli.
Per fortuna c'erano loro due, se no non avrei saputo come fare.

Tra un delirio e l'altro (dovuto alla febbre) ho avuto modo di pensare a come è cambiato il rapporto tra la nonna Mattea e i bambini da quando siamo qui.
E' risaputo che i nonni hanno un rapporto molto speciale e quasi esclusivo con i nipotini.
Quando si vive nella stessa casa questo rapporto, nutrendosi della quotidianità, diventa ancora più forte.

Naturalmente, la convivenza presenta anche dei rischi, come l'ambiguità dei ruoli educativi, ma, per fortuna, noi abbiamo chiarito questi punti già molti anni fa, quando nacque Tommaso.

Nonna Mattea non ha mai avuto, da donna intelligente quale è, velleità materne nei confronti dei suoi “nini”, anzi è sempre riuscita ad essere una figura educativa discreta, completamente felice dei suoi spazi di nonna.

Ha saputo creare delle consuetudini tutte sue, come l'andare a prenderli all'asilo (prima Tommaso e ora Giacomo) una volta alla settimana con un dolcetto e poi andare a fare una passeggiata insieme o stare un po' al parco giochi.

La nonna è anche la compagna di giochi preferita dai miei figli (sarà che con lei vincono sempre).
Insieme a nonna disegnano e ritagliano (nonna ergoterapista), giocano con l'adorato Lego e a Memory, ma spolverano anche la libreria, imparano a rifarsi il letto, a mettere in ordine e, spesso, cucinano persino.

Nonna, Giacomo e un mare di Lego


Qualche volta, giocando, discutono per stabilire i poteri di astronavi e robot e la nonna si infervora tanto che sembra di sentire tre bambini.

Ogni tanto capita anche la nonna si stufi, poverina, perchè i nipotini sono belli, ma impegnativi.
Però niente paura, lei ha un'arma segreta, spegne gli apparecchi acustici... e ritrova un po' di pace.

In Germania questo rapporto si è approfondito e ha acquisito nuove sfumature.
Ad esempio, quando la nonna e i bimbi vanno in giro insieme, loro traducono per lei (anche Giacomo), l'aiutano ad orientarsi con i cartelli e insieme sono una squadra esilarante, ma molto efficiente.

Anche a casa, quando la nonna guarda il suo programma preferito (di cucina ovviamente), Tommaso traduce e, insieme, commentano piatti e portate.
Tommaso è anche l'aiuto tecnologico della nonna: lui le risolve i problemi con il tablet e l'aiuta quando si dimentica come trovare giornali e trasmissioni italiane sul computer.
Con Giacomo, invece, la nonna sta imparando i numeri e i giorni della settimana in tedesco e il piccolo è un insegnante paziente, ma pignolo.
In compenso la nonna glieli insegna in italiano.

Devo confessare che avevamo un po' di timore per il trasferimento della nonna, perchè sapevamo che per lei sarebbe stato impossibile imparare il tedesco e questo avrebbe inevitabilmente influenzato la sua vita sociale. Abbiamo provato ad indicarle associazioni di italiani, ma a lei non interessano molto.
Per fortuna i bimbi le tengono volentieri compagnia, fanno tante cose insieme ed insieme escono a fare passeggiate.

Loro crescono e imparano da lei e lei si mantiene in allenamento (fisico e mentale) grazie a loro.
E' un rapporto di cura reciproca dalle percentuali inevitabilmente variabili, ma estremamente arricchente per tutti.
I miei bambini imparano il valore delle tradizioni, ma anche della cura e della generosità.
Vivono anche l'età che avanza e i suoi inconvenienti non come un peso, ma con la naturalezza di una vita che può ancora dare loro molto ed è bello per me vedere come sono affettuosi, generosi e responsabili con lei, ricambiando con spontaneità tutto l'affetto e la cura che lei ha per loro.

Unica cosa, bisogna impedire alla nonna di cantare ai bambini vecchie canzoni drammaticissime in cui tutti muoiono e che fanno venire gli incubi.


Buona Pasqua senza incubi e Buona vita a tutti.

martedì 15 marzo 2016

Succede che Sherlock Holmes si occupi di fisica

Succede anche questo a Bonn.

"Il complotto della fisica"
"Die Physikverschwoerung"

In questa piccola cittadina di 300.000 anime, dove potrebbe suscitare stupore il fatto stesso che esista una facoltà di fisica, succede che gli studenti della suddetta facoltà decidano di creare uno spettacolo sulla fisica con l'aiuto del loro tutt'altro che impaludato professore.
Succede che, non solo ci riescano (e benissimo) in barba a tutte le leggi e i vincoli sulla sicurezza che, altrove, avrebbero facilmente impedito a questo progetto di nascere, ma anche che decidano di mettere in scena questo spettacolo gratuitamente per i bambini e le loro famiglie.
Unica richiesta, prenotare i posti desiderati, per evitare il sovraffollamento.
Capita anche che nella mail di conferma ti vengano indicati i parcheggi intorno all'università, le linee dell'autobus che ci arrivano e persino quali sono i parcheggi a pagamento e quali no.

Così, capita che qui a Bonn una folla di bambini (dai 3 ai 99 anni) possano passare un pomeriggio a vedere un inedito Sherlock Holmes alle prese con cetrioli che diventano arancione fosforescente, bolle di sapone che si incendiano, bidoni che implodono se innaffiati, banane usate come martelli, serrature sciolte con il salame e tanto altro... (qui il link per avere un assaggio di quello che abbiamo visto noi al Physikshow )

Succede anche che ai bambini siano riservate le prime file, mentre i genitori si godono lo spettacolo un po' più indietro e un po' più tranquilli.
I bambini partecipano entusiasti a quest'avventura nel magico e divertente mondo della fisica e alla fine delle due ore, a tutti sembra passato non più di un quarto d'ora.

Succede anche che i vostri pargoli decidano di diventare dei fisici e vi chiedano di poter provare a casa a dare fuoco alla farina, come nello spettacolo, ma questa è un'altra storia.
Succede che questi fantastici ragazzi e il loro professore (che nello spettacolo è riuscito persino a trasformarsi in un cane di 1,90 m) partano per la Cina dove presenteranno ad altri giovani aspiranti fisici questo meraviglioso spettacolo.
Succede...succede.

Sempre a Bonn, succede che il Kunstmuseum (il museo d'arte cittadino), per non essere da meno, organizzi il sabato pomeriggio corsi di arte e di disegno per i ragazzi con la sovrintendenza con una pedagoga, alla ricerca del giovane artista nascosto nelle menti in erba dei vostri figli. Anche questo, nemmeno a dirlo, completamente gratuito, come l'ingresso nel museo per i bambini fino a 12 anni.

In questo modo, potrebbe anche capitare ai genitori di riuscire a visitare il museo in pace, mentre i giovani artisti esprimono tutto il loro genio...

Succede...

Succede anche che in tutti i musei in cui siamo stati i custodi si offrano di tenere i vostri figli per darvi modo di vedere le opere esposte e che ci siano sale interattive per i bambini....

Tutto questo e molto altro succede a Bonn, una città a misura di bambini, dove i giovani sono davvero considerati delle risorse inestimabili, dove davvero la famiglia è al centro...

e molto di quello che succede a Bonn è gratis per dare a tutti la possibilità di partecipare ...

Tutto questo succede... e succede con una facilità che lo fa sembrare naturale, perchè succede anche che alle cose belle ci si abitua con grandissima naturalezza.

A me è successo ed è successo anche di pensare che se questo è possibile qui, è possibile in generale e mi piacerebbe sapere che questo può succedere anche in Italia, dove, per ora, succede che le mie amiche con figli piccoli vadano a passare i lunghi pomeriggi uggiosi nei centri commerciali...

Con l'augurio di abituarvi alle cose belle....Buona vita a tutti.


sabato 27 febbraio 2016

“Saluti e Baci”

Non ho mai osato scrivere un post sulla lingua tedesca, ma poiché,dopo due anni di corsi e ricorsi, traduzioni e call-center, televisione, radio e amici tedeschi dall'invidiabile pazienza, c'è una parte di questa lingua che ancora mi sfugge, voglio sottoporvi il mio problema.
Devo premettere che io adoro il tedesco, mi piace la costruzione complicata della frase, i verbi dal posto anarchico (ma con regola), persino le duecento preposizioni che i vengono infilate ovunque e la pronuncia di alcune parole e frasi degne di entrare in una competizione olimpica.
Il mio amore non è sempre ricambiato e come in tutte le relazioni anche io e la lingua tedesca abbiamo i nostri alti e bassi (bassi soprattutto).
Resta però in me, inguaribile sognatrice, la ferma convinzione che prima o poi riuscirò a conquistare completamente l'oggetto del mio desiderio. Naturalmente lenti miglioramenti ci sono, ma ancora non riesco a fare una cosa che tutti gli altri trovano semplicissima:

Salutare.
Risultati immagini per Saluti

Dopo due anni non so ancora come si saluta o, meglio, lo so in teoria, ma in pratica non azzecco mai un saluto.
Penserete che ho qualche tara mentale e probabilmente avete anche ragione, ma i tedeschi hanno moltissime forme di saluto, una per ogni occasione e tutte rigidamente regolamentate. Qui mi limito ad alcuni esempi della nostra zona, perchè anche in questo caso, ogni zona ha le sue regole, tanto per darvi un'idea.

Guten Morgen” (Buon Mattino). Viene usato da tutti i tedeschi quando incontrano qualcuno con cui non hanno confidenza (ma anche sì) o quando entrano in un negozio o in un ufficio pubblico. Questo saluto è valido però solo fino alle 11 del mattino, tanto che molti tedeschi, quando li salutate così guardano l'orologio per controllare che ora è (giuro). Assolutamente vietato usarlo quando vi allontanate.

Guten Tag” (Buongiorno)/”Schönen Tag” (bella giornata). Valido in linea di principio per tutta la giornata non è gradito al mattino, si usa solo dopo le 11 del mattino e fino alle 4 del pomeriggio al posto di “Guten Morgen”, quindi mai quando vi allontanate.

Guten Abend” (Buonasera). Si usa dopo le 4 p.m e fino alle 10-11 di sera, ma sempre e solo quando ci si incontra.

Anche tra amici bisogna fare attenzione: “Hallo” quando ci si incontra e “Tschüss” o l'italianissimo “Ciao” quando ci si allontana (ma senza cenno con la mano, perchè il tedesco non gesticola). 
I tedeschi, poi, se sanno che vi incontreranno di nuovo hanno tutta una serie di saluti a seconda di quando accadrà :da “Bis Morgen” (a domani) a “Bis Dahin” (a dopo) a “Bis Bald” (a presto) e guai a usare “a dopo” al posto di “a presto”, pena la comprensione. Se l'appuntamento è già stato deciso nei particolari il “Bis” precederà giorno e ora.

Risultati immagini per guten tag o guten morgen
qui alcuni tipi di saluti, 

Se non siete ancora convinti e non vi è ancora venuto il mal di testa siete pronti per come ci si saluta quando ci si allontana:

Molto usati i formalissimi “Aufwiedersehen” (arrivederci) e “Aufwiederhören” (a risentirci). Quest'ultimo si dovrebbe usare (e i tedeschi lo usano sempre) quando si telefona, ma ci fosse mai una volta che io me lo ricordo. Per fortuna al termine di una telefonata cordiale, anche ai Call-center si può salutare con il Tschüss.
Dovete sapere che telefonare ai Call-center e agli uffici è il mio addestramento personale preferito e il modo migliore per testare i miei progressi linguistici.
Lo so, la normalità è un'altra cosa, ma vi assicuro che questo metodo ha indubbi vantaggi (che magari vi illustrerò in un altro post).

Se sono le 3 del pomeriggio e state salutando il vostro collega che ha finito di lavorare bisognerebbe usare “Schönen freien Abend” (bella serata libera), mentre il venerdì e il sabato tutti vi augureranno uno “Schönes Wochenende” (un bel fine settimana). Graditissimo dalle commesse dei negozi e dei supermercati “Schöne Arbeit” (buon lavoro).

Infine, dopo una serata con gli amici, al momento dei saluti si può augurare “Gute Nacht” (buona notte). Se avete figli e dunque una vita sociale ormai ridotta al lumicino, per esercitarvi potete usarlo con i vostri pargoli quando riuscite a infilarli nel loro lettino.


Vi risparmio i saluti dialettali della zona, gli auguri per le feste e i saluti nelle lettere per non abusare della vostra pazienza, ma se avete letto questo post fino alla fine e non vi è venuto il mal di testa, forse siete portati per il tedesco.

Se ho dimenticato qualcosa, o, se nella vostra zona avete altri saluti, scrivetemelo.

Intanto, permettetemi di salutarvi con un piemontesissimo “Ciarèa”