Buon Natale

Buon Natale
Tommaso e Giacomo sui maialini, simbolo del nostro quartiere.

sabato 27 giugno 2015

“Toglietegli tutto, ma non...” (terza e ultima parte)

6)Ultimo, ma non per ultimo “La competizione”.

Questo è un tema che, da mamma, mi sta particolarmente a cuore e che mi ha fatto molto riflettere quando siamo arrivati qui.

Sì, perchè i tedeschi, non solo, vogliono essere “i primi della classe come Stato”, ma anche tra di loro sono molto competitivi.

La competitività si riflette, prima di tutto, nell'atteggiamento che i genitori hanno nei confronti dei figli e noi ne abbiamo avuto un assaggio conoscendo le famiglie dei compagni di scuola di Tommaso. 
A parte l'isteria collettiva di cui tutti sono stati preda al momento della scelta della scuola superiore (che qui avviene, lo ricordo, a nove anni): non solo il Gymnasium, ma il migliore e il più rinomato ecc, il bambino tedesco deve saper almeno suonare uno strumento, meglio due (e non vale “il citofono”, o “lo stereo” come sostiene mio marito), saper nuotare come un campione olimpico entro i dieci anni (qui ci sono diverse categorie, tutte rigidamente suddivise, con tanto di esame per passare da una categoria all'altra), partecipare a concorsi musicali, o d'arte e studiare una lingua straniera privatamente (questo facoltativo durante le elementari). 
I genitori così si stressano a scarrozzare i pargoli con un'agenda più fitta di quella di Obama da un impegno all'altro. “Però vuoi mettere la soddisfazione...”.
Ma vuoi mettere tu la soddisfazione di passare un pomeriggio a guardare un film, mangiando pop-corn e facendosi le coccole, o raccontarsi la giornata senza fretta, o farli giocare nella vasca da bagno per due ore (e poi asciugare il pavimento per altre due perchè sembra il set del Titanic), o, ancora, fare una torta insieme ( e riuscire a cuocerne solo metà perchè il resto dell'impasto se lo sono mangiato crudo”? )

Quando abbiamo, timidamente chiesto se non fosse troppo, molti ci hanno, candidamente, risposto che “se vuoi la bicicletta poi devi pedalare”, convinti che questo sia il modo migliore di essere genitori. 

Dopo lunga riflessione, mi permetto (ma solo qui, perchè, se è impossibile fare cambiare idea ad un tedesco, figurarsi quando la convinzione è diffusa) di essere contraria a questo metodo educativo nel modo più assoluto. 
Non sono per lasciare i bambini ore ed ore davanti ad un televisore o ad un computer, ma credo nel valore del riposo e, ancor di più, in quello della “noia”, soprattutto per un bambino, che così può sviluppare la sua fantasia e la sua creatività.
Sono convinta che sia compito di un genitore, non solo educare e stimolare l'intelligenza e il fisico dei figli, ma anche i loro sentimenti, insegnandogli ad affrontare le difficoltà e le delusioni, ascoltandoli e standogli vicino così da permettergli di acquisire fiducia in se stessi.

Questi genitori, così impegnati a rendere perfetti i loro figli, non passano un minuto con loro senza fare qualcosa e molto spesso non sanno cosa pensa l'oggetto di tante loro attenzioni. 
Va benissimo portarli in giro, ma credo che la misura sia il segreto per riuscire nella difficilissima missione di fare diventare i nostri figli adulti equilibrati fisicamente e sentimentalmente, che è poi il segreto per la felicità.

venerdì 19 giugno 2015

“Toglietegli tutto, ma non...” (parte 2°)


3.“La puntualità”.
Il tedesco ha un rispetto sacro per la puntualità.
Sulla propria e su quella altrui fa affidamento in modo assoluto.
Ne consegue che la organizzazione dei propri piani (soprattutto in ambito lavorativo) non tiene mai conto della possibilità che qualcuno possa essere in ritardo.
In effetti succede molto raramente, ma, quando capita, non è mai senza conseguenze. Per fortuna noi siamo abbastanza puntuali (cosa che stupisce sempre i tedeschi, convinti che le parole “italiani” e “puntualità” non possano stare nella stessa frase) e non ci è ancora successo di incorrere nelle ire teutoniche a causa di un ritardo.
Ci è capitato, invece, di essere vittime del ritardo altrui. Normalmente, i tedeschi se hanno più di cinque minuti di ritardo avvisano, ma quella volta no ed è stato più istruttivo che fastidioso. Avevamo appuntamento in un Gymnasium per un colloquio di ammissione (era periodo di preiscrizioni nella scuola secondaria, un delirio).
Eravamo, evidentemente, l'ultimo appuntamento della giornata, verso le 13,00.
Aspettammo una mezz'ora prima del nostro turno (già questo è del tutto inusuale).
Quando entrammo nell'ufficio, dopo appena cinque minuti, il direttore della scuola ci chiese se avremmo potuto prendere un altro appuntamento, perchè, a causa del ritardo di un'altra famiglia, il nostro colloquio veniva ad accavallarsi con una riunione del consiglio di istituto.
Mentre ci spiegava tutto questo, il povero direttore era rosso come un pomodoro, non sapeva come scusarsi e balbettava persino dalla vergogna (cosa che, tra l'altro, non facilitava la comprensione). Quando gli dicemmo che non era un problema, che apprezzavamo che non ci avesse liquidato superficialmente per la fretta e che saremmo stati felici di tornare pur di avere l'attenzione necessaria, non smetteva più di ringraziarci, stupito dal nostro atteggiamento amichevole (evidentemente non molto diffuso).
Si scusò ancora con noi, sia il giorno successivo, sia quando sostenemmo il nuovo colloquio (credo che potrebbe scusarsi dinuovo la prossima volta che lo incontreremo).

Al di là delle esagerazioni la puntualità tedesca mi piace molto, perchè denota interesse e rispetto per il tempo altrui, oltre che per il proprio.
Qui il tempo è una merce preziosa per tutti e nessuno vuole fartelo perdere.
I professionisti non fanno mai aspettare (neanche i dentisti) che, piuttosto, rimandano l'appuntamento.
Se vogliamo trovarci un lato negativo (che ad una come me non può sfuggire), è che spesso non ti viene dedicato tempo sufficiente, soprattutto dal medico, ma dico questo in considerazione della mia ben nota logorrea e del fatto che la nostra comprensione linguistica è più lenta di quella degli autoctoni, quando non bisognosa di ripetizioni e spiegazioni ulteriori.

4.“Il calcio”.
I tedeschi impazziscono per il calcio.
Se pensate che gli italiani siano tifosi, dovevate essere qui nel periodo degli scorsi mondiali.
Non solo balconi e giardini pieni di bandiere, bandierine e oggettistica varia in tema (abbiamo visto anche il nano da giardino "Krukkentifosolo"), ma persino le macchine erano addobbate come alberi di Natale.
Davanti a casa nostra facevano dei lavori stradali e i residenti hanno appeso bandiere tedesche persino intorno al cantiere. Sono arrivati persino chiederci di non  parcheggiare la nostra auto sulla strada, perchè non aveva nessuna bandierina.

domenica 14 giugno 2015

“Toglietegli tutto, ma non...”

Oggi per voi, che conoscete la mia passione per i luoghi comuni, la nostra personalissima lista delle cose di cui un tedesco non può proprio fare a meno. Siccome sono prolissa (e di questo non posso farne a meno io), questo post ve lo pubblico a puntate.

1) Al primo posto, assoluto vincitore della nostra classifica, il BURRO.

Immancabile su qualsiasi pezzo di pane, da solo o accompagnato da salumi e formaggi, costituisce la colazione e la cena del tedesco medio (alle sei, con panini, di solito).
Alcuni “barbari” sono persino capaci di mangiare la vostra meravigliosa pasta al forno, con la pasta fatta in casa e il ragù che avete fatto cuocere per 8 ore, accompagnandola con pane e burro. 
So che è difficile da credere, ma è realmente accaduto (questo Capodanno, dove lavora mio marito).
Non contenti, però, i tedeschi lo usano anche per friggere la carne ( eccezione il grill) e cuocere le verdure (attenzione alle buste di verdure congelate, perchè in alcune c'è burro e panna) e lo mettono sciolto su verdure bollite, arrosti ecc.
Di conseguenza, esistono moltissimi tipi di burro, da quello salato a quello aromatizzato alle erbe (o ai peperoni e, persino all'aglio), da quello mischiato con la panna per renderlo più cremoso a quello mischiato con l'olio per renderlo più salutare.
Quando proprio non possono usare il burro, ad esempio sull'insalata, allora ripiegano sulla cugina panna o sulle salse più svariate.

2.“La vita comunitaria”.
Questo punto non so se coinvolge tutti i tedeschi, ma sicuramente riguarda quelli di questa zona. 
Soprattutto se avete figli in età scolare, verrete letteralmente travolti da tutte le attività extrascolastiche organizzate dalla scuola che, immancabilmente, richiederà il vostro supporto e la vostra presenza.
Dalle vendite di beneficenza natalizie, alla festa dello sport, dal trenino di carnevale ai cestini per la pasqua, dalle gite ai grill (perchè anche le scuole organizzano i grill). 
Seguono e precedono riunioni infinite, conferenze su ogni tema pedagogico educativo che possa passarvi per la testa e, persino, the e caffè per socializzare con gli altri genitori. 
Se siete come Giuseppe, al secondo invito sarete seriamente attratti dall'idea di ritornare in Italia e penserete che litigare con la nostra burocrazia non è la cosa peggiore che possa capitarvi, se siete molto socievoli questo è il posto che fa per voi. 
Io uso tutto come learntraining per studiare tedesco. 
Naturalmente, qualche invito si può declinare, ma non tutti, altrimenti penseranno che non vi interessate della vita dei vostri figli.
A questo, si aggiungono le feste di quartiere in occasione del Natale, del Carnevale, della Pasqua e di ogni altra festa comandata e non, quelle della chiesa di appartenenza (se ne fate parte) ecc. 
Insomma, come recitava una canzone degli anni novanta: “Ci vuole un fisico bestiale”.

3.“La vita all'aria aperta”.

                                               
Freddo e neve, vento o tempesta, nulla ferma i tedeschi (che un "fisico bestiale forse ce lo hanno) dal farsi una corsa o anche solo una passeggiata nel bosco, in riva al Reno, o in un qualsiasi parco.

Qualche settimana fa siamo andati a fare una gita in bicicletta nel bosco vicino a casa. 
Non faceva freddo,ma era nuvoloso e dopo un po' si è messo a piovere. 
Io avrei voluto tornare a casa, ma i bambini, vedendo gli altri non preoccuparsi minimamente del tempo, hanno insistito per restare. 
Come potevo riuscire a convincere due pesti scatenate che sarebbe stato meglio non bagnarsi e poi fare le corse in bici, se la maggior parte dei presenti, pur avendo giacche con cappuccio,  restavano a testa scoperta, incuranti della pioggia (sarà perchè era primaverile)? 
Ho desistito subito, (il santo patrono delle mamme, per fortuna, ha avuto pietà di me e ha fatto, poi, smettere di piovere).

Lasciamo alla vostra immaginazione che cosa succede quando spunta il sole.

mercoledì 10 giugno 2015

“Krukkentasse”

Eh sì, cari amici, anche i tedeschi devono pagare le tasse e nessun tedesco, per quanto patriota sia, è contento di doverlo fare, ma, a differenza degli italiani, questa “calamità” viene accettata (da quasi tutti) come inevitabile.
Recita il detto in Germania: “Due cose sono inevitabili, la morte e le tasse”; in Italia: “a pagare e morire c'è sempre tempo”.

Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro!

Vorrei, però, spezzare una lancia a favore degli italiani, perchè, normalmente, le tasse tedesche sono un pochino più contenute di quelle italiane e, soprattutto, il cittadino riceve in cambio molti servizi : libri scolastici gratis, molte gite scolastiche gratis, treni e pullman puliti e puntuali, autostrade impeccabili e gratis (pure quelle).
Questo “do ut des” genera a cascata tutta una serie di comportamenti virtuali, sia da parte del cittadino che da parte dello stato.

Il rapporto tra il cittadino e l' ufficio delle entrate (di cui, comunque i tedeschi si lamentano) non può non destare una certa ammirazione agli occhi dell'immigrato italiano, quindi vogliamo raccontarvi il nostro primo incontro con il “Finanzamt” (l'ufficio delle entrate tedesco). 
Avvenne l'anno scorso ad aprile, quando ci recammo lì per cambiare la nostra classe di contribuzione, in quanto non era stato calcolato che io ero a carico di Giuseppe e che quindi avremmo dovuto pagare meno tasse (anche i tedeschi sbagliano).
Da ottimisti ,ma pur sempre italiani, pensammo che saremmo stati fortunati se, quantomeno, avessimo capito tutta la trafila da fare ed i documenti da presentare.
Invece, l'impiegata ci fece compilare un piccolo modulo (all'incirca un foglio A4 fronte e retro) e, siccome non avevamo neanche tutti i dati con noi, ce li cercò lei nel computer.
Fece la fotocopia del passaporto di Giuseppe e ci disse con semplicità che dal mese successivo avrebbero cambiato la nostra classe di contribuzione, mentre per il rimborso avremmo dovuto aspettare il mese dopo.
Io e Giuseppe ci guardammo stupefatti e questo non le sfuggì Infatti, per scusarsi, aggiunse che questi erano i tempi burocratici.
Le spiegammo che il nostro stupore era dovuto ad ammirazione e lei se ne inorgoglì molto, non solo perchè il complimento la riguardava in prima persona, ma perchè i tedeschi sono sempre molto contenti di sapere che il loro paese funziona “meglio” (hanno un po' la sindrome da primo della classe”).
Da allora abbiamo scoperto altri particolari interessanti del sistema “krukkentasse”, soprattutto in questo periodo, in cui ci siamo cimentati con la nostra prima dichiarazione dei redditi. Ci siamo affidati, dobbiamo ammetterlo per onestà, a una commercialista che parla italiano, perchè capire il sistema fiscale in tedesco è un impresa che va al di là delle nostre risorse linguistiche. 
La gentilissima commercialista si è offerta di spiegarci tutto il possibile. 

Per cominciare ci ha chiarito che qui, se la dichiarazione viene presentata dal commercialista, si ha tempo di presentarla fino alla fine dell'anno (es: dichiarazione 2014 entro la fine del 2015) e, in alcuni casi anche l'anno dopo.

Qui non esiste l'IMU (ammesso che si chiami ancora così) e si paga una tassa sulla casa solo al momento dell'acquisto (una percentuale sul prezzo di vendita che varia da regione a regione, così aggiornare il “valore catastale” non è necessario).
L'immondizia non è una tassa, ma un servizio che si paga al comune solo sui rifiuti non riciclabili a seconda della misura del cassonetto desiderato.

Inoltre, lo stato deve inviare una lettera al cittadino se desidera avere la sua dichiarazione dei redditi, anche nel caso in cui questa sia obbligatoria, perchè non si è tenuti a saperlo.
A noi la richiesta sarebbe dovuta arrivare, ma non è arrivata, benchè sia passato ormai il termine consueto: probabilmente, sostiene la commercialista, perchè non siamo ancora stati inseriti nel sistema.
Il sistema tedesco è un sistema molto molto lento, infatti, ma una volta entrati tutto funziona piuttosto bene.
Noi abbiamo, comunque, deciso di presentare la nostra “Steuererklärung” perchè, forse, abbiamo diritto ad un rimborso.
Questo è anche il motivo per cui quasi tutti, anche non richiesti, presentano la propria dichiarazione.
In Germania si possono detrarre moltissime cose, compresa la mensa, il costo di asilo e doposcuola, spese collegate allo studio dei figli ecc.

La cosa che più ci ha sorpreso, però, è un'altra. 
In Germania, se il contribuente ha dato tutte le informazioni, ma, per qualche motivo (compresa la disattenzione del contribuente), la dichiarazione non corrisponde ai controlli fatti dall'ufficio dell'entrate non si incorre in nessuna multa. 
L'ufficio delle entrate non manda lettere minatorie e non ti sequestra il gatto; semplicemente, ti notifica che la tua situazione contributiva non corrisponde a quella patrimoniale e ti scrive quanto devi (nel caso in cui tu debba pagare) o di quanto devi essere rimborsato.
Il rimborso avviene, solitamente entro 4 mesi.
Una multa (di 5 o 10 euro) scatta dopo il secondo avviso.
Naturalmente, lo stato tedesco non è stupido ed esiste anche qui il reato di “frode fiscale” , però tende a non considerare il cittadino come un delinquente a priori e desidera costruire con esso un rapporto improntato alla civiltà e alla cooperazione, (almeno in linea di principio).


sabato 30 maggio 2015

Efficienza tedesca...


La nostra porta-finestra....

Cari amici, oggi vi scrivo in tempo reale della nostra ultima avventura. 

Ieri alle verso le 5.00 p.m. si è rotta la cerniera della porta-finestra che da sul meraviglioso balcone del nostro appartamento a Bonn, rimanendo letteralmente in mano al povero Giuseppe. 
Per fortuna è successo a lui (1,80 di altezza per 90 Kg) e non alla nonna, o, peggio, ad uno dei bambini, perchè è davvero pesantissima. 
Abbiamo prontamente telefonato all'amministratrice. 

Qui devo aprire una parentesi, perchè spiegare in tedesco che la cerniera della porta finestra aveva ceduto e che la stessa era caduta è stata un impresa non da poco, soprattutto, dal momento che cerniera non si dice semplicemente cerniera tradotto, quindi ho risolto con “un pezzo di metallo”.... Quando sono riuscita a farmi capire, almeno la parte della porta-finestra rotta, l'amministratrice è subito venuta a vedere. 
Devo ammettere che era un po' scocciata e ci ha chiesto con tono inquisitorio che cosa ci avessimo fatto, “magari”, secondo lei, “i bambini ci si erano appesi”.
Poverina, lei di figli non ne ha ancora, quindi non sa che i bambini al massimo si appendono ai lampadari per fare Tarzan, o si scagliano contro i vetri delle porte-finestre al grido di “Hulk spacca!!!” e che le maniglie non costituiscono per loro nessuna attrattiva perchè non sono divertenti (forse perchè non c'è ancora nessun supereroe che si attacca alle maniglie delle finestre). 
Chiarito questo punto e fattole notare che questo episodio avrebbe potuto anche avere conseguenze serie, (il chè per un tedesco equivale a “richiesta danni”, anche se noi non ci avevamo nemmeno pensato) lei ha cambiato subito atteggiamento e ci ha anche aiutato a rimettere in piedi la porta rotta (precariamente) affinchè potesse restare chiusa e non fosse pericolosa. 
A proposito dell'atteggiamento dei tedeschi, dovete sapere che loro, nella maggior parte dei casi, all'inizio sono sempre diffidenti nei confronti del prossimo, soprattutto nei confronti degli stranieri che non parlano bene il tedesco. 
Se, però, voi non vi fate intimorire (né infastidire) da questo e li trattate con gentilezza, dopo poco diventeranno estremamente cortesi, carini e disponibili.  
Così è stato anche in questo frangente e l'amministratrice ci ha detto che avrebbe contattato il tecnico e che quanto prima l'avrebbe fatto venire. 

Da italiani temevamo di dover aspettare a lungo (mio padre addirittura mi ha suggerito di non pagare l'affitto fino a che non avessero fatto la riparazione), invece, stamattina alle 9,30 si è presentata la nostra amministratrice con “l'omino delle finestre” (come lo chiama Giacomo) ed ora, mentre vi scrivo, lui è andato a cercare il pezzo da sostituire, sperando di averlo in officina...

...L'omino delle finestre è tornato”, con un collega: purtroppo il pezzo deve essere ordinato perchè la porta-finestra è vecchia (altro che bambini appesi, il tempo passa anche per le porte, mica solo per me), però, per metterla in sicurezza e permetterci l'accesso al balcone fino a che il pezzo non arriva, hanno sistemato la vecchia cerniera e ce l'hanno rimontata. 
Prima di andare via, hanno anche pulito il pavimento dalle briciole di legno e di metallo prodotte durante il lavoro, malgrado io continuassi a dirgli di non preoccuparsi e che lo avremo fatto noi. 

A meno di 24 dall'incidente, abbiamo di nuovo una porta-finestra che funziona: unica accortezza, non spalancarla del tutto.

Non male i Krukki.

Mi viene in mente un episodio che mi raccontò la mamma di un compagno di Tommaso quando eravamo ancora in Italia: anche loro in affitto, avevano avuto un problema con il riscaldamento e il padrone di casa li aveva lasciati al freddo quasi tutto l'inverno, inventando una scusa dopo l'altra. 
Quando, esasperati, avevano sospeso il pagamento dell'affitto, si erano visti recapitare anche un lettera dall'avvocato che intimava loro di pagare, pena lo sfratto. 
Per far valere le loro ragioni avevano dovuto assumere (e pagare) un avvocato.


Sicuramente anche qui ci sono i disonesti e in Italia esistono molte persone oneste, la differenza è che in Germania ci sono le risorse per fare rispettare la legge in tempi brevi e, guarda caso, poiché la gente lo sa, molti meno (non nessuno) cercano di fregare il sistema.

Lasciamo trarre a voi le conclusioni e Buon Fine Settimana

lunedì 25 maggio 2015

Una Germania, tante Germanie


In questo ultimo periodo mi sono confrontata con altri italiani immigrati in Germania, sia di persona, sia sul mio blog, sia su altri siti che trattano il tema emigrazione. 
Le storie sono moltissime e, come era prevedibile, anche le esperienze e le impressioni rispetto al mondo tedesco sono molto diverse le une dalle altre. Alcuni scrivono di una scuola tedesca estremamente settaria e discriminante nei confronti degli stranieri, spesso relegati in scuole “speciali”; altri si lamentano della difficoltà nel conoscere tedeschi, nell'integrarsi e nel riuscire a condurre una vita sociale soddisfacente. 
Alcuni lodano il l'efficienza della burocrazia tedesca , mentre altri se ne lamentano perchè è troppo rigida. 

Naturalmente, ogni esperienza è differente ed è soggettivo come si vive l'emigrazione (o immigrazione, a seconda dei punti di vista): dipende dal carattere, dalle motivazioni e dalle conseguenti aspettative che spingono a questo passo, e, non ultimo, da come e da quanti si parte. 

Vi è, però nei commenti ai quali ho risposto una costante, molte delle lamentele vengono da persone emigrate nel sud della Germania. 
Lungi da me voler giudicare (non ho i mezzi, la conoscenza e nemmeno l'abitudine).
Vi scrivo questa, che vuole essere solo una constatazione (e parziale), perchè mi arrivano spessissimo lettere e mail di persone che vogliono venire a vivere in Germania e tutti pensano al sud, in particolare a Monaco e alla Baviera. Capisco che la distanza geografica dall'Italia, soprattutto per chi arriva dal sud-Italia, sia un fattore determinante. 
Altro motivo, mi scrivono, è il fatto che il sud sia più ricco del nord ed il tasso di disoccupazione sia inferiore. 
A questo proposito, vorrei però tranquillizzare tutti: sia al nord che al sud, il mercato del lavoro è molto dinamico. 

Vorrei, in base alla nostra esperienza e alle informazioni che stiamo raccogliendo, invitare tutti coloro che possono scegliere, a cercare di capire esattamente quali sono le proprie priorità, soprattutto se si emigra con la famiglia, perchè saranno quelle a darvi la forza di resistere nei momenti difficili. 
Più chiari saranno i motivi che vi spingono a partire più possibilità avrete di non incontrare delusioni troppo grandi e difficoltà insormontabili. 

So bene che non tutti possono permettersi il lusso di scegliere e noi stessi non conoscevamo molto di questo paese quando ci siamo trasferiti. 
Abbiamo dovuto prendere una decisione in base a quello che avremmo avuto qui: un buon contratto di lavoro a tempo indeterminato, e a quello che in Italia non avevamo: un lavoro sicuro, futuro per i nostri figli. 
Queste per noi erano le priorità fondamentali, quindi siamo partiti, ma avevamo messo in conto che Bonn avrebbe potuto non soddisfare tutte le nostre esigenze. 

Siamo stati molto fortunati, come potete leggere nei nostri post, ma questo non vuol dire che non abbiamo mai incontrato momenti difficili, o tristi, o che non pensiamo ogni tanto a delle alternative. 

Per cercare di aiutare la “fortuna” di tutti vogliamo condividere le informazioni di cui veniamo a conoscenza. 
A questo proposito, ho scoperto recentemente che, mentre a Colonia esiste una scuola italo-tedesca legalmente riconosciuta da entrambi gli stati che va dalle elementari al liceo molto economica , a Monaco esiste una scuola italiana che, per ora, ha solo i primi tre anni di elementari ed è molto costosa. 
Ancora, non tutti i consolati hanno un progetto che permette alle famiglie di usufruire, pagando solo un piccolo contributo mensile, di un insegnante di tedesco di sostegno fino ad un massimo di 8/10 ore alla settimana. 
Noi siamo piuttosto ferrati per quanto riguarda le scuole perchè è una grossa (e spesso spinosa) questione, quando si emigra con bambini. 

Ovviamente, invitiamo chiunque abbia altre informazioni o voglia condividere la propria esperienza a scriverci (anche per contraddirci, naturalmente) in modo da essere sempre più utili a chi ci legge e a chi pensa ad un trasferimento.

Buona vita a tutti


sabato 16 maggio 2015

I tedeschi e l'ora.

Il 14 maggio qui è festa nazionale per “l'ascensione di Cristo” ed è anche “festa del papà”.

       Papà nell'esercizio delle sue funzioni

In questa occasione noi siamo stati invitati all'immancabile Grill da alcuni nostri amici tedeschi molto simpatici, i quali non si sono fatti spaventare dalla nostra precaria conoscenza della lingua (nonostante io possa ormai contare al mio attivo ben 8 corsi).

Per tranquillizzare tutti i lettori, possiamo dire che è andato tutto bene, senza incidenti linguistici rilevanti e che la conversazione, non priva di errori, è stata divertente e alla fine si è conclusa con uno scambio italiano-tedesco molto interessante:lo sapevate che la differenza tra il suono di “cane” e “carne”, per un tedesco è impercettibile, per cui il “chili con carne” (che qui trovano scritto esattamente così ) suscita loro qualche inquietudine?.

Abbiamo passato un pomeriggio davvero delizioso ed anche molto interessante, perchè abbiamo potuto assaggiare veri piatti della tradizione casalinga tedesca, come l' insalata di patate e la meravigliosa carne marinata per la griglia.

Per apprezzare la cucina tedesca noi italiani dobbiamo scendere dal piedistallo (che pure ci siamo conquistati a buon diritto) “di cucina migliore del mondo” e tenere un atteggiamento aperto e disponibile.
Ad esempio, abbiamo mangiato l'anguria (qui hanno angurie tonde e piccole, non i nostri stupendi cocomeri da 12 Kg) tra una portata di carne e l'altra.
Inoltre, i tedeschi hanno una passione per tutto ciò che è spalmabile, quindi abbiamo trovato, oltre al burro salato, salse, cremine e formaggini a tutti i sapori (compreso un improbabile pomodoro e mozzarella).
In nostro onore, c'erano anche dei grappoli di pomodorini di origine italiana, buonissimi e, naturalmente, senza condimento, perchè il tedesco o mangia scondito, o con salse.

Noi abbiamo portato la nostra specialità di famiglia: un Tiramisù, che ha fatto scalpore.
Il Tiramisù è un dolce molto conosciuto anche qui, ma lo fanno con l'amaretto al posto del rhum e la panna al posto del mascarpone, convinti che la panna sia più leggera...(ricordate l'atteggiamento aperto e disponibile?).

C'è una cosa che, però, ancora ci lascia perplessi riguardo ai tedeschi e non riguarda il cibo, ma gli orari: che avessero orari molto diversi da quelli italiani, ce n'eravamo già accorti da tempo, quando, appena arrivati abbiamo scoperto che i film in prima serata cominciano alle 20,15 (un'ora prima rispetto all'Italia).

Inutile dire che non siamo ancora riusciti a vedere un film tedesco dall'inizio.

Naturalmente i tedeschi ci riescono perchè la maggior parte di loro fa cena alle sei di sera (del resto loro a cena mangiano solo fette di pane spalmate di burro con salumi e formaggi).

Abbiamo poi scoperto che qui è fondamentale una specie di pausa che tutti fanno al mattino verso le 10-11 , che potremo chiamare pranzo se non fosse che molti consumano il pranzo dopo l'uscita da lavoro, verso le 3 del pomeriggio.

Non esiste la merenda.

Quello che abbiamo capito è, però, che non esistono regole generali perchè i tedeschi non hanno orari fissi, mangiano quando hanno fame, possono mangiare la pasta alle tre del pomeriggio o una brioche a mezzogiorno...gelato al mattino e via così.

Loro, anzi, si stupiscono molto dell'importanza che noi diamo al cibo, non solo come nutrimento, ma anche come momento di aggregazione fondamentale nella nostra vita.
Ripenso con al mio povero nonno che voleva cominciare la cena alle 7,30 in punto e guai a ritardare di un minuto.

Tutto questo spiegone per dirvi che siamo stati invitati al suddetto grill alle 4 del pomeriggio.

Questo ci ha posto dei dubbi amletici riguardo al pranzo (pranzare o non pranzare?).
Alla fine, ci ha salvato la nostra “piemotesità” che ha come tradizione consolidata la “Merenda sinoira.” Per tutti i non piemontesi: è una merenda (quindi verso le 4-5 pm) a buffet, dove c'è ogni ben di dio, dolce e salato.
Quando si è invitati, si hanno due possibilità: si salta il pranzo per arrivare agguerriti e fare onore alla cuoca, o si mangia un po' di frutta a pranzo per non fare la figura del mangione.
Abbiamo optato per la seconda opzione, soprattutto per i bambini, perchè i nostri figli hanno uno stomaco italiano con sveglia incorporata che allo scoccare delle 12,30 comincia a suonare.

Ammetto che per noi mangiare carne alla griglia alle 4,30 rimane strano, ma non è impossibile.

Per finire, vi lascio la ricetta (fornita gentilmente dalla mia amica tedesca) dell'insalata di patate, perchè in Germania non c'è grill senza insalata di patate. Quando siete in vena di esperimenti provatela, non è male.



Ingredienti:
1 kg (circa) di patate lessate
6 uova sode
1 cipolla
Cetriolini sott'aceto (a piacimento)
Un barattolo di maionese.
Sale e pepe qb

Tagliate tutti gli ingredienti e metteteli in una terrina. Mescolate la maionese con un bicchiere di acqua dei cetriolini e condite. Aggiungete sale e pepe a piacimento.


Buon Appetito